COSI RIDE ARARAT

Il Libro

 

Il riso è una dimensione fondamentale dell’esperienza umana. Apre al positivo dell’esistenza e, nella giusta misura, aiuta a relativizzare innanzitutto se stessi. A non “prendersi troppo sul serio”, a cogliere con sano distacco limiti e difetti della nostra comune umanità. In questo senso, e a certe condizioni, è il più potente antidoto “naturale” contro la superbia e lo smisurato senso di sé che non ammette falli.
In senso più costruttivo, il riso è espressione di vitalità, positiva e solare, che ogni civiltà e cultura ha da sempre espresso, nella propria storia, manifestando con esso il coraggio di darsi un futuro, di guardare avanti, anche oltre e attraverso le nebbie della quotidianità.
E’ una specificità umana, la capacità di ridere, e condisce le giornate di quel sapore senza il quale non percepiremmo molte delle infinite sfumature dell’esistenza, ragione per cui, se ci si riflette, si vedrà che ci vuole “intelligenza” per ridere. E per ridere bene, cioè per cogliere quei particolari nessi, stratificazioni di polivocità, reticoli di riferimenti, giochi e intrecci di parole e significati che rendono una situazione, una battuta, un’esperienza, sanamente risibili. Purché il condimento resti tale ...
Il presente volumetto inaugura la collana che abbiamo scelto di designare col titolo “Così ride l’Ararat”. Il nome è importante e noto, e innumerevoli scrittori nel mondo hanno rappresentato questa Montagna (e il popolo armeno che essa rappresenta), e non si può dir certo senza ragione, come piangente, tragica, cupa e triste, ma con un’insistenza tale da finire per darle solo questo volto, quasi fosse del tutto priva della gioia della vita. L’intento di questa collana è di far percepire che il popolo armeno, malgrado le vicissitudini storiche che a tratti han parso travolgerlo sino all’annientamento, non ha mai perso il suo umore e la sua irrefrenabile volontà di gioia.
Sembra strano, ma Anche l’Ararat ha la suocera! E ciò che è interessante, in questa come nelle successive raccolte tematiche di barzellette armene, è l’universale dell’esperienza umana che emerge in piena luce: ci si può spostare di latitudine e longitudine, cambiare ambiente e cultura, portarsi in paesi lontani, agli antipodi se occorre, e ritrovare, ancora, ovunque le stesse costanti nell’esperienza, nel lavoro, nella vita di relazione, nelle aspirazioni, nei vizi e nelle virtù di popoli e genti.
Certo, con un “taglio” che è l’originale interpretazione di quella particolare cultura verso quelle esperienze di comune e universale umanità. E qui si fa spazio il gusto peculiare “armeno” delle barzellette raccolte.
Così, se l’esperienza dei rapporti genero-suocera come in sé problematica e fonte di innumerevoli disagi è tale da rappresentare un “classico” e ben noto oggetto della satira popolare, al punto da avere un così ampio riscontro anche nella terra d’Armenia, all’ombra del (ridente) Ararat assume toni e coloriture che ben rappresentano alcune specificità del nostro popolo, con, al fondo, una sottintesa divertita e fondamentale benevolenza nella relazione che non è smentita neppure dalle apparentemente più impietose e feroci battute. Anzi, lo spiccato surrealismo di alcune situazioni descritte è tale da rimestare le acque e da far emergere più chiaramente dal fondo questa implicita e inalienabile positività che rende la suocera, per così dire, la “carissima nemica”.
Notiamo ancora che nella lingua armena il termine “suocera” designa soltanto la madre della moglie, in una coppia di sposi. Questo fatto senza dubbio riflette la struttura fondamentalmente “patriarcale” della società armena, e non, a nostro avviso, nel senso di un sarcastico “fuoco” maschilista contro il mondo femminile, ma piuttosto di un sottile “gioco delle parti”, di sapore gustosamente teatrale, dove viene, anzi, in risalto la presenza fondamentale della donna nella compagine familiare, la forza inossidabile del legame affettivo madre-figlia e la sua enorme importanza nella trasmissione di quei saperi (i saperi del vivere quotidiano) necessari alla conduzione dell’economia domestica. Questi generi che si parlano tra loro, che ammiccano e motteggiano, che scambiano con amici e vicini battutacce impietose e stroncanti, danno tutta l’impressione di “temerle”, le loro suocere, loro e la loro simpaticamente insopportabile irrinunciabilità per la vita stessa. Imprescindibili per l’ecologia degli affetti, ancorché fonte di interminabili tensioni e disagi, esse sono del resto le implacabili giudicatrici dello stile di vita della controparte maschile, di generi e mariti, come risulta in quel padre di famiglia che rifiuta di sposare la figlia al giovane virtuoso rispondendogli: «Non voglio che mia moglie ti abbia come esempio per rimproverarmi!».
Autentiche mine vaganti per il quieto vivere dei generi, ingombranti e invasive nella vita familiare fino alla disperazione più caricaturale e assurda, il che dà corpo alla comicità, a volte amara – con un lato “realistico” che suona anche a saggio monito verso la non rara, nel nostro tempo, tentazione di ingerenza distruttiva nella vita delle giovani coppie da parte dei rispettivi genitori –, delle situazioni a carico della nutrita schiera delle suocere, proprio lì dove tutti sembrano volersene liberare, più risalta la loro necessità per l’“ecosistema”-famiglia, che si fa esplicita in quella suocera che ai generi rimbrotta: “Dite sempre che la suocera è un peso per voi. Ma ditemi un po’: chi ha fatto di me una suocera, se non voi stessi?”
.

  

Indice Generale

 

PRESENTAZIONE 3
BARZELLETTE ARMENE SULLA SUOCERA 11

 

Altri Dettagli

 

Collana « Così ride l'Ararat »
Titolo « 1. Anche l'Ararat ha la suocera »
Autore AA.VV.
Traduttore Mashtoz Vahe Lazaryan
Editore Casa Editrice «Endhanrakan»
ISBN 978-9939-9019-5-4
Pagine 60 
Formato 11,5 x 14,5 cm
Data pubblicazione Aprile 2011
   
Prezzo 

€ 5,50 (spese di spedizione INCLUSE)

Per richiedere un preventivo per più copie, scriveteci ( endhanrakan.hrat [@] mashtoz.org ).

   
Per ogni informazione scriveteci ( endhanrakan.hrat [@] mashtoz.org )  o telefonateci al nr. +374 93 58 50 54  (a questo numero telefonico è possibile mandare anche degli SMS).