DIVINA LITURGIA IN RITO ARMENO

Il Libro

 

Con la penetrazione del Cristianesimo in Armenia, da occidente, attraverso le Chiese del Ponto e della Cappadocia e, dal sud, per mezzo della Chiesa sira, fecero il loro ingresso, quasi simultaneamente alla lingua greca e siriaca, anche due correnti liturgiche.

Alla fine del secolo III, nell'organizzare la Gerarchia Armena in dipendenza da quella di Cesarea di Cappadocia, San Gregorio l'Illuminatore si rifaceva in prevalenza alle tradizioni cappadocie. Durante il medesimo periodo nell'Armenia meridionale, accanto alla tradizione liturgica siriaca, era prevalso pure l'uso della medesima lingua.

L'invenzione dell'alfabeto armeno (inizio del secolo V) segna una svolta radicale anche per quanto riguarda la lingua liturgica. Con l'ingente opera di traduzione delle fonti bibliche e patristiche, vari elementi di diverse liturgie già esistenti furono armonicamente fusi insieme e diedero origine a quella Liturgia che fu dominante in Armenia ed è attribuita a sant'Atanasio. Si ritiene che tale selezione sia stata operata dal Katolikos Giovanni Mandakunì, alla fine del secolo V.

In questa Liturgia, composta sul fondo di un'antica Liturgia di San Basilio, tra elementi di tradizione cappadoce e siriaca, risalta la presenza della Liturgia detta di Giovanni Crisostomo. Nel medioevo (secolo XIII), poi, furono aggiunti il Confiteor, il Salmo 42 all'inizio della celebrazione e l'ultimo Vangelo (il Prologo di Giovanni), recepiti dalla Liturgia Romana, in seguito ai frequenti scambi con i Crociati nel regno di Cilicia. Furono inoltre inseriti, da fonte specificamente armena, le due lunghe, splendide preghiere di Gregorio di Narek e l'inno «Mistero profondo», che si trovano agli inizi della Liturgia. La tradizione liturgica armena mostra dunque una straordinaria apertura ecumenica nell'accogliere elementi da fonti diversificate, ma anche una notevolissima capacità sintetica, nel coordinarle e nel rifonderle secondo il proprio genio originalissimo, immediatamente individuabile.

Nel passato l'Armenia conobbe più di un'anafora; attualmente solo una è in uso. Le parti variabili sono relativamente poche. Per la celebrazione si usa il pane azzimo e, per antichissima tradizione ora restaurata, il vino puro. Il presbiterio è velato, in alcuni momenti del rito, da due cortine: una, più grande, copre tutta la zona absidale, separa i ministri dal popolo e serve essenzialmente a nascondere i momenti di preparazione; l'altra, più piccola, isola soltanto il celebrante al momento della comunione.

I paramenti, ricchissimi, celano completamente la persona del celebrante, mentre presiede alla Liturgia. Sul capo i Vescovi portano la mitra, i sacerdoti la corona. I ministri, per rispetto al luogo santo, portano ai piedi delle eleganti pantofole. Contraddistingue il rito un'atmosfera di intensa liricità, pervasa di malinconica elegia, soprattutto nel tono a un tempo dolente e sereno dell'innodia.

Nel 1677 fu stampato, per i tipi di Propaganda Fide, un Messale Armeno, corretto nei punti che, alla sensibilità dell'epoca, parevano poco chiari nell'esposizione della dottrina. Tali correzioni si sono mantenute nell'uso fino ad oggi. Dopo un lungo lavoro di studio e di approfondimento, secondo le indicazioni del Concilio Vaticano II (in particolare di Orientalium Ecclesiarum, 6), il Sinodo armeno cattolico, d'intesa e in collaborazione con la Congregazione per le Chiese Orientali, ha approvato il testo della Divina Liturgia pontificale, emendato delle interpolazioni del secolo XVII.

 

Indice Generale

   
PRESENTAZIONE
 3
   
PREPARAZIONE  5
1. Canto d'ingresso
 5
2. Preghiere ai piedi dell'altare  5
3. All'altare  6
4. Protesi (Oblazione)
 7
     
SINASSI o LITURGIA DELLA PAROLA
 8
1. Incensazione
 8
2. Enarxis
 8
3. Inno della Sinassi  9
4. Trisaghion  10
5. Preghiera universale  11
6. Letture  12
7. Professione di fede
 13
8. Preghiere dopo le Letture
 14
    
LITURGIA EUCARISTICA
 16
1. Grande ingresso
 16
2. Il bacio della pace
 17
3. Prefazio
 18
4. L'Istituzione
 19
5. Anamnesi e Offerta del Sacrificio
 20
6. Epiclesi (Invocazione dello Spirito Santo)
 20
7. Intercessioni
 21
8. Preghiera del «Padre nostro»
 23
9. Adorazione allo Spirito ed Elevazione
 25
10. Invito alla Comunione
 26
11. Preparazione alla Comunione
 27
12. Comunione
 29
13. Ringraziamento
 29
14. Invocazione solenne, benedizione e congedo
 30
   

 

Altri Dettagli

 

Titolo « Divina Liturgia in Rito Armeno »
Autore Chiesa Armena
Traduttori Padri Armeni di San Lazzaro (Venezia)
Editore Casa Editrice «Endhanrakan»
ISBN 978-9939-9019-4-7
Pagine 32 
Formato 17 x 23,5 cm
Data pubblicazione Aprile 2011
   
Prezzo 

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